GLI OLIGOELEMENTI

Healthy life concept
Quando parliamo di nutrizione, normalmente ci riferiamo ai macronutrienti, come i carboidrati, le proteine e i lipidi. Questi, però, non potrebbero assolvere a tutte le funzioni organiche se nel corpo umano non fossero presenti alcuni elementi chimici inorganici, che, seppure in piccole quantità, sono fondamentali per il buon funzionamento biologico della macchina umana : gli oligoelementi. Gli oligoelementi (dal greco “oligo” che significa “poco”) sono numerosi, ma quelli definiti “essenziali” sono : ferro, rame, zinco, manganese, molibdeno, iodio, fluoro, cromo, selenio ed il cobalto che però noi umani assumiamo sotto forma di cianocobalamina (vitamina B12), in quanto, a differenza degli animali, noi non riusciamo a produrre la vitamina B12 nel nostro organismo e pertanto dobbiamo assumerla dall’esterno.
Ma a cosa servono gli oligoelementi ? Facendo parte integrante degli enzimi (che come ben sapete sono i catalizzatori per le reazioni biologiche nel corpo umano), una carenza di oligoelementi provoca l’inattività degli enzimi di cui fanno parte e di conseguenza vengono bloccate le reazioni biochimiche di quell’enzima all’interno del corpo umano, creando uno squilibrio metabolico con evidenti ricadute sullo stato di salute della persona. I disturbi tipici, che si manifestano in carenza di oligoelementi, sono le distonie neurovegetative, disturbi di tipo funzionale come la cattiva digestione, gli stati ansiosi, l’insonnia, l’umore, tutti fenomeni reversibili che è possibile trattare conoscendo la diatesi della persona.
Gli oligoelementi trovano applicabilità su : astenia mattutina (appena alzati), astenia pomeridiana (dopo l’attività lavorativa), astenia globale riferita a persone che sono sempre stanche, allergie, bronchiti di tipo allergico, affaticamento scolare, ansia, disturbi della memoria, stati depressivi, insonnia, cattiva digestione, colon irritabile, menopausa, raffreddore, influenza.
L’oligoterapia si suddivide sia in oligoterapia nutrizionale, come nel caso di carenze di Ferro, Magnesio, ecc, sia in oligoterapia catalitica, che nacque verso la prima meta del 1900 dalla geniale intuizione del medico francese Jaques Mènètrier il quale riusci a capire ed ad associare i disturbi funzionali alla carenza di oligoelementi catalitici che bloccavano determinate reazioni biochimiche all’interno dell’organismo, causando il disturbo.
Gli oligoelementi vengono utilizzati dai naturopati per il trattamento delle distonie neurovegetative, riconducibili alle 4 diatesi di Mènètrier e precisamente :

Diatesi 1 – allergica o artritica . Queste persone tendono ad essere iperattive; a livello psichico sono molto esagerati, passionali e si fanno coinvolgere dai fatti della vita che, inevitabilmente gli fanno consumare parecchia energia interna. L’astenia mattutina (mancanze delle forze) che scompare subito alla ripresa dell’attività lavorativa è tipica di queste persone e le patologie associate sono : malattie allergiche (riniti, raffreddori da fieno), sindrome dell’intestino irritabile, gotta, emorroidi, malattie artrosiche autoimmuni, alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico, dismenorrea, ipertensione, iperattivo nelle ore notturne soffre di disturbi del sonno.

Diatesi 2 – ipostenica o artro-infettiva . Queste persone per non sprecare energia, non si fanno coinvolgere emotivamente dagli eventi della vita ma li vivono con serenità in modo distaccato.
Sono persone calme, ponderate, controllate nelle reazioni emotive, non amanti di tutte quelle attività che richiedono impegni e sforzi prolungati. La sintomatologia evidenzia stanchezza nelle ore notturne, continuo bisogno di riposo e relax ed il sonno non è mai ristoratore, astenia profusa. Le patologie correlate sono : infezioni dell’apparato respiratorio, flogosi linfatiche, infezioni dell’apparato urinario con cistiti ricorrenti, artrosi, artriti, cefalea, patologie gastrointestinali ed obesità.

 

 

Diatesi 3 – distonica . E’ la diatesi per eccellenza della persona ansiosa. Non si tratta di ansia esistenziale, ma di ansia patologica spesso somatizzata ; mani sudate, eretismo cardiaco, sensazione di “blocco” che impedisce di superare nuovi ostacoli, è il tipo di ansia che, già al mattino, provoca uno stato di agitazione inspiegabile. Sintomatologia : stanchezza progressiva durante la giornata che raggiuge il culmine nel pomeriggio, stanchezza e mancanza di forze agli arti inferiori ed il sonno è caratterizzato da frequenti risvegli. Le patologie connesse sono : ipertensione arteriosa, patologie cardio vascolari, artrosi, cefalea, disturbi psichici, litiasi della coleciste e delle vie biliari e renali, ytero fibromatoso, impotenza, frigidità, disturbi urinari.

Diatesi 4 – anergica . E’ la peggiore di tutte le diatesi perchè individua l’incapacità di autodifendersi sia a livello psicofisico sia a livello immunologico ed antcipa spesso una lesione organica.
Le persone con questa diatesi soffrono per mancanza di vitalità, depressione, deficit della memoria e della concentrazione, sono indecise, volubili, disincantate e deluse dalla vita. La sintomatologia collegata è : astenia profusa e prolungata nel tempo, deficit psicoimmunologico, sonno pressochè assente con incubi notturni, angoscia e crisi di panico. Le patologie associate sono : poliartrite, reumatismo grave, infezioni acute e recidivanti sostenute da virus,batteri e funghi (candida albicans) calo ponderale, ernia iatale e reflusso gastroesofageo, ulcera gastroduodenale.

Gli oligoelementi possono essere assunti anche in presenza di altre terapie in corso e spesso rafforzano gli effetti della stessa terapia, proprio per un miglior funzionamento enzimatico, e parlando di quantità catalitiche non vi sono vere e proprie controindicazioni, anche se per precauzione J. Menetrièr ha segnalato di non utilizzare lo Zinco nei casi di tubercolosi attiva e nelle lesioni neoplastiche in atto.
Ricorrere alla natura, quando possibile, è sempre la scelta migliore per il nostro benessere psico-fisico ed energetico.

LIQUIRIZIA

LIQUIRIZIA

Anche le civiltà dei romani e dei greci conoscevano le proprietà di questa pianta, tanto che medici illustri come Galeno, Celso, Teofrasto ed Ippocrate la prescrivevano come rimedio per la cura della tosse, nelle coliche renali ed epatiche, nei bruciori di stomaco ed anche come pomata per medicare le ferite. Appartiene alla famiglia delle Papilionaceae e la parte utilizzata in fitoterapia è il rizoma essiccato “radice”. I principi attivi del fitocomplesso sono, saponine triterpeniche, polifenoli, flavonoidi (quercetolo), fitosteroli, cumarine , acido glabrico e asparagina, mentre il suo utilizzo principale trova applicazione nella attività terapeutica gastrointestinale, come protezione gastrica, antiacida e cicatrizzante, antispastica leggermente lassativa, batteriostatica, balsamica espettorante, antitosse, cardiotonica e inoltre possiede una spiccata azione antinfiammatoria simile al cortisone e per questa sua caratteristica viene spesso messa nelle formulazioni di pomate per disinfiammare eczemi, ferite, escoriazioni ecc. ecc. Le indicazioni cliniche sono: gastropatie acute e croniche, ulcere peptiche, stipsi, bronchite cronica catarrale, broncopatie asmatiformi, astenia e ipotensione. Il principio attivo più importante è la glicirrizzina , (un triterpene glucosidico), la quale viene idrolizzata parzialmente ad acido glicirretico che, insieme ai flavonoidi presenti nella radice, è responsabile dell’azione citoprotettiva gastrica oltre all’azione cicatrizzante e antiulcerosa. L’attività antinfiammatoria della liquirizia, è conseguente al potenziamento dell’attività corticosteroidea, per interferenza con il catabolismo del cortisolo. Questo meccanismo di azione, responsabile in parte della sua elevata azione terapeutica è anche responsabile del suo limite di utilizzo, poichè l’aumento del cortisolo a livello renale fa aumentare l’attività mineralcorticoide, con perdita di potassio e ritensione di sodio ed acqua, pertanto non la rendono utilizzabile in patologie quali: cardiopatie ipertensive, ipertensione arteriosa, ipopotassiemia (aritmia cardiaca e astenia), epatopatia cirrogena (ipertensione portale), ridotta funzionalità cardiaca e/o renale. Inoltre è da evitare negli stati di gravidanza, tanto che, ad alte dosi può favorire la nascita di bambini prematuri, nell’allattamento, in pediatria e l’uso in concomitanza con diuretici. La radice della pianta, usata utilizzata nel modo giusto, è un rimedio naturale fantastico, per tutte le persone con problemi gastroduodenali ed è inoltre indicata per tutte quelle persone che soffrono di ipotensione arteriosa.

GLI OLII ESSENZIALI

Oli essenziali

 

Gli olii essenziali vengono prodotti dalle piante sia per difesa contro le aggressioni ambientali e animali, sia per la comunicazione per via aerea tra le singole piante e l’ambiente esterno. Sono dei metaboliti secondari e hanno una elevata tensione di vapore che li rende molto volatili. Vi sono continui lavori scientifici che testimoniano le particolari virtù farmacologiche di questi olii, che altro non sono che miscele di terpeni, terpenoidi, idrocarburi insaturi a basso peso molecolare derivanti dall’isoprene, che può essere considerato come il mattoncino base degli olii essenziali. L’utilizzo di questi, per il benessere umano, è noto sin dal tempo degli egizi, i quali li utilizzavano anche per la conservazione delle famose mummie, sfruttando le loro prorietà antisettiche, antimicrobiche, antifungine, in miscela con cere e resine.
Ma quali sono gli olii da tenere sempre a casa per ogni evenienza ?
Io ne consiglio 10 assolutamente da tenere a casa, soprattutto se avete bambini.

Arancio amaro: Citrus aurantium amaro (nome botanico) denominato neroli, è efficace nelle turbe di origine emotiva, negli stati ansiosi, nel trattamento degli shock, del panico, dell’isteria e dell’insonnia, soprattutto se dovuta a stati d’ansia. Può essere usato come blando tranquillante prima di un evento emotivamente stressante. E’ un olio essenziale molto utile per i bambini contro l’insonnia, gli incubi, sovraeccitazione ecc. E’ efficace nella tachicardie e nelle palpitazioni, benefico per l’intestino agisce contro colite e diarrea, antitossico e depurativo è ottimo per la cura della pelle, stimolando la rigenerazione di nuove cellule ritardando così l’invecchiamento.
Arancio dolce : Citrus aurantium bigaradia (nome botanico) denominato petit-grain, è efficace come tonificante, rinfrescante e donatore di armonia, ha un effetto addolcente per il cuore, elimina tristezza e delusione. E’ rilassante e favorisce il sonno, molto utile nei periodi di affaticamento e stress.

Lavanda : Lavandula angustifolia (nome botanico), questo olio essenziale è un ottimo sedativo per il sistema nervoso centrale, calma l’ansia, l’insonnia, l’agitazione ed il nervosismo. Esercita un’azione riequilibratrice essendo contemporaneamente tonica e sedativa. E’ utile in caso di incidenti mediante inalazione dell’aroma o mediante il frizionamento di una goccia sul plesso solare. Ha proprietà analgesiche, antisettiche ed antibiotiche, che la rendono molto valida nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento, come influenza, tosse, raffreddore, sinusite e catarro, usandola per via inalatoria o come frizione locale. Agisce sullo stomaco e sull’intestino, stimolando l’attività di fegato, bile, secrezioni gastriche e la peristalsi intestinale. Calma dolori e spasmi addominali, svolge un’azione diuretica ed essendo un ottimo antisettico contrasta le infezioni del tratto genito-urinario (cistiti). Allevia i dolori muscolari, ed ha proprietà cicatrizzanti in caso di tagli, ferite, piaghe, punture d’insetti ed eritemi da medusa. E’ un’ottimo olio per i bambini, in caso di agitazione notturna, coliche, raffreddori, che possono essere alleviati con un massaggio alla nuca o sul petto.

Tea tree oil : Melaleuca alternifolia (nome botanico) è uno dei più potenti farmaci naturali. L’olio essenziale proprietà disinfettanti, antibatteriche, antimicrobiche, antivirali e fungicide. Nella sua composizione contiene da 48 ad oltre 100 sostanze organiche, ma le sostanze più significative sono il terpinene e 1,8 cineolo. Per essere classificato come tea tree oil la percentuale di composizione deve essere maggiore del 30% di terpinene e meno del 15% di 1,8 cineolo, questo perchè a concentrazioni maggiori il cineolo diventa irritante per la pelle. Questo olio essenziale stimola il sistema immunitario e la circolazione, combatte le infiammazioni e le infezioni, cura le micosi ed i disturbi della pelle (lesioni, dermatiti), possiede proprietà antisettiche antinfiammatorie e sedative oltre che analgesiche. Per le sue proprietà e virtù è sicuramente l’olio essenziale più studiato dal mondo scientifico, infatti innumerevoli sono le pubblicazioni sul suo utilizzo da parte di Enti accreditati da
tutto il mondo ed anche da parte del nostro Istituto Superiore di Sanità che recentemente lo ha sperimentato con successo nel trattamento della candidosi e dell’acne ed ha pubblicato i risultati ottenuti. E’ anche efficacemente utilizzato per punture d’insetti, herpes labiale, contro la forfora ed i pidocchi.

Eucalipto : Eucalyptus globulus (nome botanico) è il rimedio principe in caso di disturbi respiratori e malattie da raffreddamento. Ha proprietà anticatarrali, espettoranti, mucolitiche, antisettiche, analgesiche e deodoranti. E’ inoltre efficace contro i reumatismi, il diabete, i funghi ed i parassiti, favorisce inoltre la cicatrizzazione delle ferite. Decongestiona le mucose, calma la tosse e fluidifica l’espettorato manifestando i suoi effetti rapidamente. In caso di febbre contribuisce a far scendere rapidamente la temperatura corporea. E’ un antibiotico naturale e diuretico dalla forte azione antinfiammatoria ed è efficace in caso di cistiti, uretriti e cellulite. In presenza di astenia, anemia e stanchezza persistente, sarà un ottimo stimolante del sistema nervoso centrale. E’ anche utilizzato per piaghe, bruciature, herpes ed eruzioni cutanee.

Limone : Citrus limonum (nome botanico) è un olio essenziale ottimo per la cura dell’epidermide, è dermopurificante e viene usato per gli eccessi di sebo, aiuta a prevenire le rughe e ad attenuare le macchie brune. E’ un ottimo rimedio per la couperose e grazie alle sue proprietà antisettiche è utilissimo per disinfettare, piaghe e ferite, per curare herpes, geloni, verruche ed eruzioni cutanee.
E’ efficace nella caduta di capelli e ne contrasta la caduta, stimola l’attività dei globuli bianchi accrescendo le capacità di difesa dell’organismo. Detossinante dei tessuti, stimola la circolazione linfatica, soprattutto in casi di gambe pesanti e cellulite edematosa. E’ ipotensivo, rinforza le arterie e contrasta varici, emorroidi e disturbi mestruali. Tonico del sistema nervoso, quest’olio essenziale favorisca la concentrazione, risveglia le energie, e attenua la stanchezza psico-fisica, esso agisce come un sedativo-rilassante antidepressivo.

Menta piperita : Menta piperita (nome botanico) è un tonico del sistema digestivo, questo olio essenziale è attivo contro il vomito, mal di mare, coliti, meteorismo, flatulenze, aerofagia, indigestioni, gastriti, ecc. Ha proprietà toniche e sedative pertanto agisce contro il nervosismo, palpitazioni, vertigini, tremori, insonnia ed inappetenza, ma è anche in grado di stimolare il sistema nervoso. Ha proprietà anestetiche, grazie al mentolo che produce anche un’intensa sensazione di fresco. E’ adatto alle emicranie, nevralgie e pruriti, è efficace contro le malattie bronchiali, è espettorante e calma la tosse, cura le infiammazioni di bocca e gola. L’olio essenziale, svolge un’azione rilassante e antisettica a livello intestinale, distendendo le pareti lisce, calmando la peristalsi e l’infiammazione, pertanto è particolarmente indicato nei casi di sindrome dell’intestino irritabile.

Rosmarino : Rosmarinus officinalis (nome botanico) è un olio essenziale che stimola la corteccia surrenale in caso di astenia, ipotensione, debolezza e stanchezza, anche mentale. E’ un eccellente tonico nervino che attiva la memoria, calma i nervi e stimola il cuore. Ha inoltre un’ottima azione sul fegato stimolando il drenaggio biliare e la digestione, smuove le scorie ed i ristagni dell’organismo, ha un’azione drenante, anticellulite e stimolante dell’azione lipolitica. Il massaggio fatto con questo olio attenua i dolori artritici e muscolari, sciogliendo l’acido urico ed i cristalli che induriscono l’epidermide. Sulla pelle ha un’azione tonica antisettica e lievemente astringente; è utile nella cura dell’acne e delle macchie scure del viso, è tonico del cuoio capelluto rindorzando i capelli e stimolando la ricrescita in caso di caduta, ha anche un’azione antibatterica e antisettica che lo rende utile nel trattamento delle affezioni delle vie respiratorie.
Timo bianco : Thymus serpillum (nome botanico) è un olio essenziale che si impiega prevalentemente in caso di affezione delle vie respiratorie come raffreddore, tonsillite, bronchite, laringite, mal di gola, tosse, sinusite, asma e influenza. Viene usato anche per trattare infezioni intestinali ed urinarie ed è un efficace trattamento in presenza di reumatismi. Stimola le difese immunitarie in quanto aumenta la produzione dei globuli bianchi, svolge un’azione analgesica in presenza di dolori di varia natura (artrite, reumatismi, sciatica, indolenzimento dei muscoli, strappi torcicollo, sciatalgia, contusioni), accellera la guarigione di ferite e piaghe infette, e viene utilizzato in presenza di dermatiti, acne, eczemi,ragadi e verruche. E’ un calmante utile in caso di ansia nervosismo ed insonnia e viene impiegato anche nelle infezioni della bocca come ascessi, gengive infiammate e stomatiti.
Timo rosso : Thymus vulgaris (nome botanico) è un olio essenziale utile in caso di infezioni urinarie e delle vie respiratorie. Simile al timo bianco

Salvia : Salvia officinalis (nome botanico) è un olio essenziale che viene impiegato per contrastare l’influenza e le infezioni respiratorie grazie alla sua azione espettorante e mucolitica. Viene utilizzato anche in caso di ansia e esaurimento nervoso. E’ antisudorifero, pertanto riduce la traspirazione ed è indicato per le persone che sudano molto, regola il flusso mestruale e combatte efficacemente i disturbi della menopausa riequilibrando l’effetto ormonale e contrastando le vampate di calore. Potenzia la memoria e la concentrazione.

Geranio : Pelargonium graveolens (nome botanico) è un olio essenziale riequilibrante del sistema nervoso, utile negli stati ansiosi. Rilassa senza essere sedativo, ed è perciò indicato anche nei bambini sovraeccitati. Ha un effetto antidepressivo, stimola la corteccia surrenale e regolarizza l’equilibrio ormonale, è anche anti astenico e usato in un bagno o in frizione, aiuta a cancellare la stanchezza di fine giornata. E’ tra i migliori olii per curare la pelle, ha proprietà cicatrizzanti ed astringenti ed è ottimo per il trattamento di ulcerazioni e lesioni dell’epidermide, pulisce la cute, cura dermatosi ed eczemi ed è efficace contro varie forme di micosi. Buon equilibrante del sebo è indicato per capelli sia secchi che grassi. Il suo potere antalgicolo rende prezioso in caso di nevralgie dolori gastrici o lombari. E’ infine un buon diuretico ed astringente.

Detto ciò è indispensabile mettere in guardia tutti gli acquirenti dalle numerose sofisticazioni dei prodotti che si trovano in commercio, soprattutto se acquistati nelle bancarelle e senza certificazioni allegate sulla composizione chimica degli olii in vendita. Per l’acquisto rivolgersi sempre a case produttrici che possono offrire il certificato di purezza del lotto acquistato, unica garanzia per avere l’effetto benefico descritto.

CARNE

CARNE

 

Anche se la carne nella moderna alimentazione va consumata con moderazione per tutta una serie di motivi che saranno di seguito esposti, è bene sottolineare che, benché le proteine vegetali assicurino la sopravvivenza, queste non sono in grado di mantenere un tono fisico e mentale adeguato al tipo di vita delle popolazioni occidentali, soprattutto se queste attraversano la fase infantile o dell’adolescenza. La carne possiede un elevato valore biologico, in quanto contiene tutti gli aminoacidi essenziali: da questo punto di vista è superata solo dalle proteine dell’uovo e del latte.
Essa si divide in due grandi categorie : carne “rossa” e carne “bianca”. Per “rossa” si intende quella di animali adulti come vitellone, manzo, vacca, toro e cavallo; per bianca si intende quella di vitello, la cui alimentazione è basata esclusivamente sul latte, pollo, tacchino, coniglio, suino e agnello.
In modo particolare, la carne bovina è da ritenersi di gran pregio in quanto con soli 100 grammi di questa carne è possibile coprire il 48% del fabbisogno giornaliero di proteine, il 34% di niacina, il 73% di vitamina B12, il 23% del ferro e del fosforo. La carne bovina , in particolare quella di vitellone, manzo e bue è soprattutto indicata nei casi di anemia in quanto il ferro contenuto nell’eme è direttamente utilizzato senza ulteriori elaborazioni nella formazione dell’emoglobina, cosa che non avviene con il ferro di origine vegetale. Particolare attenzione nel consumo di carne deve essere posta da persone con insufficenza renale e nella terza età, in quanto molti componenti delle proteine della carne causano un maggiore carico di lavoro per la funzione renale, in particolare le scorie azotate acide, e sali minerali (sodio, potassio, iodio ecc.) causano una ritenzione dei liquidi intra ed extra cellulari, con inevitabile aumento della perfusione e della filtrazione da parte del rene.
Anche nella persona cardiopatica la gestione della carne deve essere accorta, in quanto l’innalzamento dei valori di azotemia, creatinemia e uricemia, cioè dei cataboliti proteici della carne, costituisce un grave fattore di affaticamento cardiaco; in particolare le carni rosse richiedono una gestione alimentare più accorta da parte del soggetto cardiopatico, tenendo conto anche del contenuto di colesterolo e degli acidi grassi saturi presenti, pertanto è meglio indirizzare queste persone verso le carni “bianche” per la loro ridotta percentuale di purine.
Detto questo c’è da dire che, anche se la carne è necessaria, il suo consumo deve essere moderato, in quanto anche se l’apparato gastro-intestinale dell’essere umano è in grado di digerire sia cibi di origine aminale sia quelli di origine vegetale, la struttura fisiologica indica che il corpo umano elabora il cibo vegetale molto più agevolmente di quello animale, che risulta difficile da digerire.
Inoltre, la carne che mangiavano i nostri antenati era qualitativamente diversa da quella che mangiamo noi oggi; ora gli animali addomesticati sono sempre più grassi dei loro corrispondenti selvatici, infatti il bestiame contiene circa il 30% in più di grasso, mentre gli animali in libertà ne contengono circa il 4%, in più anche la qualità del grasso è cambiata, in quanto per effetto della nutrizione artificiale gli animali oggi allevati hanno tutti grassi saturi e niente acidi grassi omega 3, mentre gli animali selvatici contengono acidi grassi polinsaturi omega 3 in quantità significativa del 4% circa. Oltre a questo aspetto, la carne per il suo elevato valore economico, si presta molto alla sofisticazione, infatti è noto, ormai da molto tempo, l’uso di sostanze ormonali anabolizzanti per l’accrescimento veloce dell’animale, con ovvi danni sia per la salute dell’animale che per quella del consumatore. Pertanto diventa molto importante, oserei dire fondamentale, soprattutto quando usiamo la carne per nutrire i nostri figli, scegliere un fornitore affidabile e conoscere la filiera di provenienza, per utilizzare nel migliore dei modi un alimento necessario per l’accrescimento umano.

ZENZERO

ZENZERO

La nausea può comparire come sintomo marginale in decine di quadri clinici e malattie, ed è causa di forte di disagio; tra questi ricordiamo, la chinetosi (mal d’auto o mal di mare), la nausea mattutina nei primi mesi di gravidanza, la nausea indotta da farmaci, come quella provocata dall’anestesia o da agenti chemioterapici, la nausea associata a disturbi della digestione, ecc..

Indipendentemente dal tipo di nausea lo zenzero la blocca sul nascere.

Lo zenzero, nome botanico Zingiber officinale, è un rizoma (radice) di una pianta della famiglia delle Zingiberaceae; trova le sue migliori applicazioni cliniche oltre che per il trattamento della nausea, anche come stimolatore di appetito, contro la stanchezza muscolare, nel trattamento delle osteoartriti, per i disturbi dello stomaco e per problematiche di diarrea.

Lo zenzero è ricco di fitonutrienti denominati “gingeroli “ che fungono da antiossidanti , antinfiammatori, antibatterici ed antivirali.

Alcuni ricercatori dell’Università di Miami hanno studiato 247 soggetti affetti da osteoartrite del ginocchio e alla fine della pubblicazione del lavoro su “Arthritis and Rheumatism” i ricercatori scrissero che “l’estratto di zenzero aveva esercitato un effetto statisticamente significativo di riduzione dei sintomi dell’osteoartrite a carico del ginocchio”.

Decine di studi condotti sia su cellule in vitro che su animali in vivo, dimostrano che lo zenzero, appartenente alla stessa famiglia della curcuma, può avere proprietà antitumorali, in particolare a riguardo di neoplasie maligne a carico del seno, prostata, cute, vescica urinaria, reni, pancreas ed ovaie. Risulta inoltre, da studi clinici effettuati attivo su emicrania, asma, colesterolo, infarto ed ictus. A riguardo della pirosi e mal di stomaco, alcuni ricercatori di Taiwan, hanno somministrato lo zenzero durante i pasti a persone che avevano problematiche di bruciori e dolori di stomaco.

Il risultato, confrontato con persone che mangiavano lo stesso pasto ma non consumavano lo zenzero, è stato quello di un dimezzamento del tempo di svuotamento gastrico nelle persone che utilizzavano lo zenzero, con associato il miglioramento clinico dei disturbi .

Il lavoro fu pubblicato sull’European Journal of Gastroenterological Hepatology, e le conclusioni furono che “tale effetto, può essere di beneficio per le persone che soffrono di pirosi ed altri disturbi della digestione”.

Lo zenzero era una delle spezie privileggiate della Cina e della Roma antica; nel IX secolo lo zenzero giunse in europa e nell’arco di due secoli divenne molto popolare, soptattutto in Inghilterra dove veniva portato in tavola come il sale ed il pepe. Attualmente è un elemento base per le cucine di India, Cina, Corea, Thailandia, Indonesia e Vietnam, dove viene adoperato di più nelle preparazioni salate, che in quelle dolci. Tale spezia gode di grande successo anche nel settore delle bevande, in cui spiccano, ovviamente il ginger ale e il tè allo zenzero.

LA CURCUMA

curcuma

Questa eccezionale pianta, di provenienza divina, è la Curcuma longa, che botanicamente parlando appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, di cui fanno parte anche lo Zenzero e il Cardamomo. E’ una pianta originaria dell’Asia, e la polvere dorata proviene dalla triturazione del rizoma (radice) che vedete a fianco nella foto; è l’ingrediente con cui si produce il cherry. Il suo straordinario potere farmacologico, antiossidante ed antinfiammatorio lo si deve a tutto il fitocomplesso, ma il suo componente principale ” la curcumina ” è già attiva da sola come anticoagulante, antitrombolitica, antipertensiva, antinfiammatoria, antidiabetogena, ipocolesterolemizzante, antiossidante, antivirale ed epatoprotettiva; il suo potere antiossidante è 300 volte superiore a quello della vitamina E.
Ma la proprietà più fantastica di questa pianta è quella di essere estremamente attiva contro tutti i tipi di tumore, sia a livello preventivo, proteggendo la membrana cellulare dall’ossidazione, sia a livello curativo, inibendo la proliferazione delle cellule tumorali, in particolar modo nei tumori dei polmoni, della bocca, del colon, del fegato, dei reni, della pelle (melanoma), della mammella e nella leucemia. Inoltre risulta estremamente efficace in tutte le patologie infiammatorie acute e croniche come artrite, morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa, ecc.
L’inibizione del meccanismo di COX-2 e 5-LOX, delle molecole di adesione, delle citochine infiammatorie, del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) , sono strettamente collegati all’attività antitumorale della Curcuma. Inoltre, la pianta, in associazione alle terapie oncologiche classiche, va a potenziare l’azione dei chemioterapici normalmente utilizzati.

La Curcuma svolge oltre una cinquantina di azioni terapeutiche, dall’alleviamento del dolore al miglioramento della circolazione ed è per questo che la pianta viene usata in oriente da oltre duemila anni per trattare tutta una serie di disturbi :

– come antiacido per calmare problemi di digestione

– come polvere per accellerare la rimarginazione delle ferite e prevenire infezioni

– come analgesico per alleviare il mal di testa

– come stimolante per migliorare il flusso sanguigno

– come pomata per uso topico per risolvere disturbi cutanei

– come decongestionante per liberare i seni nasali

 

Ma la potenza della curcuma per l’azione antiossidante e antinfiammatoria ha attratto la medicina mondiale sostanzialmente per la sua capacità, scientificamente provata di combattere il cancro; a tale riguardo nella letteratura scientifica mondiale vi sono oltre mille lavori che portano tutti alla stessa conclusione : la curcuma è efficace contro il cancro.

Vi segnalo inoltre, che tra gli innumerevoli lavori che sono stati fatti sulla pianta nell’ultimo decennio, vi è anche un’azione della Curcuma sui PPAR gamma, sostanze importantissime nella regolazione del consumo energetico e della insulino-resistenza.

Un’altro approccio terapeutico che si sta recentemente studiando in USA, è l’uso della curcuma per combattere il morbo di Alzheimer, in quanto negli ultimi 25 anni, in questo paese, il tasso di incidenza di persone con perdita della memoria è raddoppiato e sta aumentando quasi dappertutto nel pianeta, ad eccezione dell’India;  il motivo potrebbe essere riconducibile alla curcuma, in quanto la popolazione indiana ne fa un uso costante e giornaliero.

Il morbo di Alzheimer è causato da un accumulo di placca che si infiltra nei neuroni alterandone la comunicazione; il mondo scientifico non conosce ancora la causa della formazione di questa placca, ma conosce i meccanismi attraverso cui questa si forma. L’elemento scatenante è una proteina chiamata amiloide A . Questa proteina nel tessuto cerebrale sano viene demolita ed eliminata, mentre nel morbo di Alzheimer si aggrega e si ispessisce. Studi condotti su animali indicano che la curcumina si lega all’amiloide A impedendo l’aggregazione e di conseguenza il blocco dell’attività neuronale.

 

Pesce

PESCE

Il ruolo del pesce nella nutrizione umana è senza dubbio di primo livello e ai fini dell’impiego in bioterapia nutrizionale vale la pena ricordare che la deperibilità dei prodotti ittici è strettamente dipendente dalla loro compattezza muscolare e connettivale della loro struttura. In generale si può dire che il grado di deterioramento, è maggiore nei pesci di taglia piccola, in quanto l’esilità dei muscoli consente ai batteri di compiere un tragitto più breve. Pertanto il pesce va assolutamente consumato entro 5 massimo 6 giorni dal momento che viene pescato, per evitare per esempio, la conversione dell’acido piruvico (proveniente dalla glicolisi) in acido lattico, l’aumento dell’acidità, la fissazione di alcuni metalli pesanti sul tessuto muscolare che rendono il prodotto non più raccomandabile. Per valutare la freschezza del pesce caratteristiche importanti sono : l’occhio che nel pesce fresco si presenta con pupilla molto dilatata e circondata da un’iride più ridotta di colore dorato o argentato sempre brillante, inoltre nel pesce fresco l’occhio è sporgente, convesso, in quello deteriorato è appiattito o addirittura concavo; le branchie sono di colore roseo o rosso sangue nel pesce fresco e rosso mattone o nocciola nel pesce avariato; l’odore, deve essere di mare se è appena pescato dopo 24 ore si inizia a sentire un leggero odore di pesce che aumenta gradualmente fino ai 5 giorni fino a raggiungere l’odore marcatamente ammoniacale dovuta alla formazione di ammine, che denotano la decomposizione in stato avanzato. Per l’impiego bionutrizionale del pesce si osserva che il pesce azzurro possiede una particolare struttura del tessuto che dal punto di vista nutrizionale risulta più ricco rispetto al pesce bianco, come lo è la carne rossa rispetto a quella bianca, I pesci azzurri sono : alici, tonni, maccarelli, sarde, sgombri, acciughe e aguglie e questi, oltre ad avere un elevato contenuto proteico e vitaminico (soprattutto di niacina) risultano particolarmente ricchi di calcio , zinco, ferro, sodio, fosforo, iodio e acidi grassi omega 3. Poichè il pesce azzurro può provocare una certa difficoltà digestiva, è consigliabile sottoporlo a marinatura con aceto o limone per aumentarne la digeribilità. C’è da dire che il pesce azzurro ha un sapore marcato, per cui non risulta particolarmente apprezzato dai bambini. Dal punto di vista bio- terapeutico è vivamente consigliato alle persone che soffrono di distonie neurovegetative, dove viene richiesto un maggior apporto di oligoelementi il cui contenuto è superiore rispetto al pesce bianco. I pesci di mare sono la fonte più importante di iodio nella dieta umana e l’importanza dello iodio nella patologia tiroidea è ben nota, dal momento che il suo deficit riduce la produzione ormonale da parte della ghiandola. Il consumo di pesce diventa fondamentale quando in associazione allo iodio troviamo anche le proteine, indispensabili per la sintesi degli ormoni tiroidei. La sua ridotta quantità di scorie azotate, non contribuisce, come la carne rossa, all’aumento dell’acido urico, i cui livelli sono frequentemente alti nei casi di ipotiroidismo. Ovviamente la massima azione nella stimolazione tiroidea viene esplicata dal pesce consumato crudo, ma l’azione può essere meno intesa se il pesce viene proposto fritto e ancor minore se proposto bollito.

Il pesce è un alimento nobile che viene raccomandato oltre che per le già citate proprietà, anche per :

-Ridotta quantita di grassi, quindi fondamentale nei percorsi dimagranti.

-I grassi del pesce hanno una maggiore quantita di acidi grassi polinsaturi omega-3 e questo fa si che il pesce sia in grado di contribuire alla riduzione dei trigliceridi e colesterolo nel sangue, combattendo così anche l’ipertensione arteriosa.

– Previene, per i componenti di cui è composto, le patologie ischemiche, pertanto è consigliato sia in caso preventivo, sia per le persone che già ne soffrono.

Una delle poche limitazioni nell’uso del pesce è data dalle condizioni di ipertiroidismo individuale e nei casi di disturbi del ritmo cardiaco, dove il pesce, proprio per la sua azione di stimolazione tiroidea, risulta non indicato.

 

LA DIETA IDEALE

LA DIETA IDEALE

Si parte sempre dallo stesso punto, dove  la spesa totale energetica giornaliera è definita dalla somma di tre diversi componenti : metabolismo basale, termogenesi ed attività motoria.

Per metabolismo basale si intende il consumo di energia che l’organismo utilizza a riposo, a digiuno e privo di stress, per compiere il lavoro necessario al mantenimento dell’omeostasi interna (sintesi e/o degradazione di alcuni costituenti cellulari, cicli biochimici, turnover proteico ecc.) In un individuo medio questo consumo di energia si attesta tra il 60 % – 65 % della spesa energetica totale.

Per termogenesi, si intende il consumo di energia legato alla temperatura corporea. Il corpo umano è in omeostasi termica a circa 28° C, quando la temperatura scende al di sotto di questo limite vi è più produzione di energia interna per ristabilire l’equilibrio, così quando superano i 28°C vi è un minor consumo energetico corporeo per riportare la temperatura in equilibrio.

Per attività motoria si intende l’energia consumata per svolgere tutte le attività fisiche durante la giornata.

Ma detto questo, basterebbe fare due operazioni matematiche per dire quanto e come possiamo dimagrire, oppure ingrassare, in un dato arco di tempo. Purtroppo non è così semplice, perche altri fattori non contemplati, entrano in gioco nella costituzione corporea individuale, come la sindrome metabolica, l’insulino resistenza, le varie patologie associate ( ipertensione, diabete, colesterolo ecc.), la predisposizione genetica, le intolleranze alimentari, i nutrienti in difetto, lo stress, ecc.ecc..

Pertanto, quando ci viene richiesta una consulenza professionale sulla nutrizione, sia che di voglia tendere ad una perdita del peso, oppure che si voglia tendere ad un aumento del peso, si devono prendere in esame tutte queste variabili, che possono, qualora presenti, ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo preposto.

Proprio per questi motivi, molte persone che eseguono una dieta ipocalorica, spesso non riescono a dimagrire, oppure dimagriscono con notevole difficoltà.

Detto ciò, possiamo dire, che la dieta ideale è quella dieta giornaliera che ci permette di riportare il nostro peso corporeo alla normalità, avendolo nutrito con l’apporto di tutti i nutrienti (macro e micro).

Un’altra richiesta che spesso viene fatta al nutrizionista, è quella di perdere peso velocemente; niente di più sbagliato, in quanto sappiate che, tanto più si perde peso velocemente, tanto più lo si riacquista velocemente !!

La perdita di peso media in un adulto normale deve essere 4 – 5 Kg/mese e non di più, onde evitare il concetto sopra esposto, inoltre in tutti i programmi nutrizionali di riduzione o aumento del peso è necessario un periodo almeno di 30-45 giorni di mantenimento, in modo da far stabilizzare il nuovo peso ottenuto.

Un capitolo a parte, che per ragioni di sintesi non possiamo approfondire, occupano le diete disintossicanti, le quali hanno lo scopo di rimuovere le tossine all’interno di particolari organi : stomaco, fegato, intestino e ridare loro nuova linfa vitale in termini di attività ed efficienza digestiva. Queste diete, andrebbero fatte da tutte le persone almeno una volta l’anno, per periodi che vanno dalle 3 alle 6 settimane nell’arco annuale, ridonando salute, benessere e leggerezza.

Il Pepe Nero

PEPE NERO

Nel medioevo era considerato il re delle spezie, tanto da essere più prezioso dell’oro e lo status sociale delle persone veniva misurato in base alle scorte di pepe nero che la persona possedeva. Ma perché era tanto importante ? Il principio attivo del pepe nero è la piperina, (anche se in fitoterapia  siamo soliti parlare della spezia del suo insieme, come fitocomplesso), una sostanza che sollecita, attraverso le papille gustative, la stimolazione del pancreas a produrre gli enzimi al fine di migliorare la digestione ed inoltre tonifica il rivestimento delle pareti intestinali . E’ un acceleratore del tempo di transito del cibo attraverso il tubo digerente (studio pubblicato sulla rivista Journal of the American College of Nutrition) e questo migliora tutte le problematiche cliniche gastro intestinali, infatti, un tempo di transito lento, è stato associato a numerosi problemi gastrintestinali, dalla stipsi fino al tumore al colon. Inoltre ricercatori americani (pubblicazioni su Annals of Clinical and Laboratory Science)  ed indiani (pubblicazione su  Molecular and Cellular Biochemistry) hanno riscontrato che il pepe nero, usato quotidianamente a bassi dosaggi ha una funzione preventiva su particolari forme tumorali come quelle del colon, polmonare e mammario. ; il meccanismo di questa azione è l’influenza della piperina sugli enzimi specifici che partecipano attivamente alla metabolizzazione dei farmaci. Ricercatori Coreani hanno compiuto studi sull’effetto della piperina sull’artrite ed hanno riscontrato una significativa riduzione dell’azione infiammatoria (pubblicazione su Arthritis Research & Therapy).  Inoltre studi clinici che non sto ad elencare, soltanto per una questione di spazio, riportano effetti confermati su patologie come il morbo di Alzheimer, disfagia post-ictus, ipertensione, ipertiroidismo, problemi di udito legati alla coclea e nella regressione della vitiligine. Uno studio effettuato in giappone su bambini cerebrolesi che venivano nutriti con sondino, ha mostrato che l’inalazione della frazione volatile dell’olio di pepe nero, era in grado di stimolare l’appetito nei bambini, invogliandoli così a mangiare più cibi solidi.

Il pepe nero può contribuire a trattare :

-Artrite Reumatoide

-Morbo di Alzheimer

– Bambini con danni neurologici

-Depressione

-Disfagia (difficoltà a deglutire)

-Disturbi della Tiroide

-Indigestione

– Malattie Cardiovascolari

– Perdita dell’udito

-Ipertensione arteriosa

-Stipsi

-Tabagismo

-Vitiligine

 

Per l’acquisto della spezia  è senz’altro da preferire il pepe nero di origine indiana, che, rispetto ad altri è più ricco in piperina, inoltre, dato che il pepe viene commercializzato in grani, è opportuno per gustarne appieno il sapore e le sue proprietà salutari, che sia acquistato nei sopra citati grani e

venga macinato soltanto al momento dell’uso, in quanto, una volta macinato, il pepe inizia a perdere il suo contenuto in piperina e altri olii volatili, mantiene il suo sapore piccante, ma perde l’aroma.  

GLI INTEGRATORI ALIMENTARI

integratori

Come dice la parola stessa, gli integratori alimentari devono integrare la dieta e non sostituire il cibo, che è, e rimane, la fonte principale della nutrizione umana. Detto ciò, si può dire che l’integrazione oggi riveste una certa importanza nel benessere della persona, in quanto l’alimentazione che normalmente viene fatta, non è sufficiente ad apportare tutti i nutrienti nelle dovute quantità, pertanto non è raro che vi siano carenze, non tanto di macronutrienti, quanto di micronutrienti, i quali possono causare disturbi di vario genere.

Gli integratori più utilizzati sono sostanzialmente di tre classi :
– Multivitaminici e multiminerali
– Antiossidanti
– Omega 3

Quando vengono utilizzati questi integratori, è di fondamentale importanza che siano di alta qualità e nella forma più biodisponibile possibile, quindi è opportuno, prima dell’acquisto, informarsi bene su quale prodotto comperare, oppure rivolgersi a personale specializzato che può consigliare adeguatamente la persona.
C’è anche da dire poi, che molti integratori, come ad esempio quelli proteici, vengono spesso usati dalle persone che praticano sport senza una reale necessità e il loro uso, protratto nel tempo, può portare ad un sovraccarico renale oltre che alla alterazione della normale fisiologia nutrizionale, con la nascita di problematiche importanti per la persona.
Gli integratori più usati, quelli multivitaminici e multiminerali, svolgono il ruolo chiave di agire da costituenti essenziali negli enzimi e nei coenzimi dell’organismo, pertanto il supplemento vitaminico e minerale è una sorta di polizza assicurativa contro i possibili danni organici, soprattutto dopo i 45 anni di età. Consumare supplementi vitaminici e di sali minerali , di alta qualità, nelle giuste dosi, dopo i 45 anni, insieme magari ad una integrazione di antiossidanti, consente migliorare il proprio stato di salute, contrastare le malattie, ma soprattutto iniziare una profilassi naturale per contrastare i fenomeni degenerativi tipici dell’età senile. Questo è tanto più vero quanto più si è dipendenti geneticamente a certe patologie.
Per contrastare ipertensione, colesterolo e trigliceridi alti, alterazioni del sistema immunitario, infiammazioni gastrointestinali, problemi cardiovascolari, l’integrazione migliore è il supplemento di acidi grassi omega 3, una risposta naturale sia per prevenire, che per trattare il problema.
Ricordiamoci che prevenire è meglio che curare, pertanto nutritevi sempre con cibi diversi, mangiando tanti cibi in poca quantità, in modo da allargare a ventaglio i nutrienti introdotti, privileggiando i prodotti naturali integrali, frutta e verdura, rispetto ai prodotti industriali, e aggiungete nella vostra dieta, in casi di necessità, o in particolari condizioni di stress psico-fisico, i più opportuni integratori, consigliati dal vostro medico o dal vostro naturopata.